L’esodo di GameStop continua, con l’azienda che punta probabilmente a concentrarsi sui mercati maggiori o a trasformare addirittura la propria identità.
Il rivenditore di videogiochi ha annunciato i piani per procedere alla vendita delle sue attività in Francia e Canada, nell’ultima battuta d’arresto per il business internazionale dell’azienda. Negli ultimi mesi, GameStop ha già abbandonato diversi mercato tra cui anche l’Italia, con l’intera catena assorbita da Gamelife.
Secondo un breve comunicato stampa pubblicato sul sito web di GameStop, la mossa arriva sulla scia di una “valutazione delle sue attività internazionali”.
Un deposito SEC fatto a febbraio dell’anno scorso ha dichiarato che GameStop aveva un totale di 332 negozi in Francia e 203 punti vendita al dettaglio in Canada. Non è stata fornita alcuna ragione specifica per la vendita, ma non è mancata una bizzarra dichiarazione su X del CEO di Gamestop Ryan Cohen che sembrava contestare la natura progressista di entrambi i paesi.
Richiedendo e-mail a individui interessati ad “acquistare GameStop Canada o Micromania Francia”, Cohen ha aggiunto che “imposte elevate, liberalismo, socialismo, progressismo, wokeness e DEI inclusi senza costi aggiuntivi se si acquista oggi!”
La dichiarazione è apparsa tutt’altro che professionale, ma è ancor più bizzarro vedere un CEO che mira a vendere parte della sua azienda evidenziando tutto ciò che non condivide dell’attuale politica di GameStop. Evidentemente, sta succedendo qualcosa all’interno della compagnia che ha creato numerosi attriti anche tra i dirigenti.
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