Home Videogiochi Recensioni Croc: Legend of the Gobbos Remastered | Recensione

Croc: Legend of the Gobbos Remastered | Recensione

Negli ultimi anni sono stati diversi gli sviluppatori che, desiderosi di riportare sul palcoscenico mondiale vecchie glorie del passato, hanno effettuato delle vere e proprie operazioni nostalgia. Il primo studio che balza alla mente è indubbiamente Aspyr, il quale ha saputo quasi sempre dare nuovo lustro a videogiochi ultra decennali appartenenti a brand storici come ad esempio Star Wars e Tomb Raider.

Accade invece più raramente (per ovvi motivi) che la squadra originale ritorni in auge per rimodernare le icone che lo hanno in precedenza contraddistinto. Una di queste risponde oggi al nome di Argonaut Games. Nota per titoli come Starglider, Starglider 2, Star Fox, Croc: Legend of the Gobbos e Croc 2, la software house inglese ha pubblicato la sua ultima interazione nel 2004 e dopo oltre vent’anni ha scelto di tornare come editore con una serie pianificata di classici e giochi inediti sia per le piattaforme di gioco attuali che per quelle retrò.

Ebbene, la produzione scelta per effettuare questo nuovo battesimo del fuoco non poteva che essere una delle colonne che ha contribuito a segnare l’epoca platform di fine anni ’90, ossia Croc: Legend of the Gobbos. Originariamente pubblicato nel 1997 da Fox Interactive su PlayStation, Sega Saturn e PC, il simpatico dinosauro indossa ora nuovamente il suo zainetto per spodestare il cattivone di turno e salvare tutti i suoi pelosi amici.

Riuscirà quindi nella missione anche nel 2025? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

Versione provata: PlayStation 5 

Ci son diversi Gobbos ed un coccodrillino…

Come si può facilmente evincere dal titolo, la storia del gioco ruota attorno a Croc, un cucciolo di coccodrillo cresciuto dai Gobbo, creature piccole e pelose che vivono pacificamente in un arcipelago. Un giorno, il malvagio mago Baron Dante attacca l’isola e rapisce i pacifici abitanti, imprigionandoli in varie località per conquistarne il regno.

Prima dell’attacco, il Re dei Gobbo riesce a inviare Croc lontano, facendolo finire in un’altra zona dell’arcipelago. Qui il giovane coccodrillo intraprende un viaggio per salvare i suoi amici e sconfiggere il malvagio usurpatore.

Naturalmente la trama non è stata per nulla modificata in questa versione aggiornata, né sono presenti contenuti extra che, non si fatica a dirlo, non avrebbero di certo guastato, vista la longevità generale della produzione. Croc: Legend of the Gobbos è infatti composto da 45 brevi livelli suddivisi in sei isole tematiche, all’interno delle quali l’eroe anfibio è chiamato a recuperare alleati e gemme colorate fino a raggiungere il gong di fine scenario (oppure eliminare uno dei boss mandati dal malvagio stregone). Nonostante il numero sopra riportato, la longevità è abbastanza contenuta, a maggior ragione se la missione viene affrontata da un appassionato del genere.

Proprio in merito a questo ultimo aspetto, è da evidenziare (come nell’originale dopotutto) un certo incremento della sfida da circa metà gioco, elemento che potrebbe far storcere il naso a coloro che non hanno mai interagito con il titolo. Nella rimasterizzazione non sono inoltre state incluse facilitazioni moderne come il riavvolgimento ed il save state.

Pelle messa a nuovo?

Chi ha qualche capello bianco in testa (ammesso che ne abbia ancora) e si ricorda l’opera originale, noterà immediatamente il buon lavoro di restaurazione effettuato da Argonaut Games. I modelli dei personaggi e le texture sono molto più definiti e coerenti, e consentono di godere al massimo delle, seppur non troppo dettagliate, ambientazioni. La struttura degli stage di Croc è infatti rimasta immutata, presentando quindi una sequenza di stanze (inframezzate da porte con annesso piccolo caricamento) ricolme di ostacoli da superare.

Se dal lato estetico il lavoro è pregevole, quello che mostra leggermente il fianco è il segmento dei comandi che, pur rinnovato, manifesta qualche incertezza soprattutto nei salti. Per quanto ci si possa presto fare l’abitudine, il simpatico coccodrillo soffre di un piccolo input lag nell’azione, e questo provoca spiacevoli epiloghi durante le prime fasi dell’avventura. Risulta quindi necessario padroneggiare al meglio questo ritardo, a maggior ragione quando ci si trova su piccole piattaforme. Nulla da segnalare invece nei movimenti e negli attacchi, che bene reagiscono alla pressione dei tasti.

Un buon lavoro è stato eseguito anche per quanto concerne il comparto tecnico: la moderna versione di Croc garantisce una fluidità senza alcun tipo di incertezza, complice anche il fatto che le aree sono di dimensioni contenute ed intervallate dagli originali passaggi utili per non affaticare troppo l’engine di gioco dei tempi.

Infine, menzione d’onore ad Argonaut per aver inserito degli apprezzati extra. La nuova interazione propone infatti un’intera sezione aggiuntiva dedicata ad approfondire la costruzione del titolo con bozzetti ed intera colonna sonora che, nemmeno a dirlo, è stata riarrangiata quasi completamente, offrendo il perfetto e moderno accompagnamento durante i livelli.

Ringraziamo Argonaut Games per il codice review fornitoci.

7.5
Review Overview
Riassunto

Croc: Legend of the Gobbos Remastered è un'operazione che riporta alla luce uno dei classici platform di un'epoca ormai lontana. Questa nuova veste dell'opera di Argonaut Games merita quindi di essere giocata sia dai neofiti, ma anche dai nostalgici, che però non troveranno nulla di più (menù extra a parte) di quanto stipato nei loro ricordi.

Pro
Buon rinnovamento estetico Croc è tornato
Contro
Tranne il menù degli extra di nuovo non c'è nulla Il riavvolgimento o i save states avrebbero potuto ampliare la platea di acquirenti
  • Valutazione7.5
Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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