south of midnight review
Home Videogiochi Recensioni South of Midnight | Recensione

South of Midnight | Recensione

Era il 2009 quando Guillaume Provost, ex membro di Arkane Studios, decise di fondare Compulsion Games, software house canadese a cui si devono Contrast e We Happy Few.

I giochi in questione furono abbastanza apprezzati, anche se il loro metascore superava di poco la sufficienza. Nonostante ciò Microsoft deve aver visto della qualità, tanto da ufficializzare l’acquisto del team nel corso dell’E3 2018, divenendo parte dei Microsoft Studios.

A distanza di sette anni siamo finalmente qui per testare il primo progetto creato da Compulsion Games sotto la guida di Xbox.

Stiamo parlando di South of Midnight, action adventure annunciato nel giugno 2023 e ambientato in un’America del Sud dallo sfondo magico.

I ragazzi della software house canadese saranno riusciti a meritarsi la fiducia di Microsoft? Bè scopritelo insieme a noi continuando a leggere la recensione dedicata a South of Midnight!

Nota: La versione provata è quella Xbox Series X/S

south of midnight cinematic

Racconto Folkloristico

Protagonista dell’avventura è Hazel, una giovane ragazza che si ritrova catapultata in un mondo magico dopo che un uragano si è abbattutto sulla sua casa.

Scopo di Hazel sarà quello di salvare la madre, grazie ai poteri magici di tessitura che gli permettono di vedere e manipolare l’energia che lega le regioni della città di Prospero.

In compagnia di un simpatico pesce gatto gigante, Hazel si troverà ad esplorare nuove aree, ognuna delle quali governata da una mistica creatura.

Nel particolare, la trama si sofferma molto sulle origini di tali creature. I poteri della protagonista permettono infatti di raccogliere echi e memorie disperse per scoprire dettagli aggiuntivi sul loro passato, dando vita a racconti “dark fantasy gotic“, termine coniato dagli stessi sviluppatori per indicare i temi a cui si sono ispirati per la creazione del background narrativo.

L’intera avventura scorre in maniera piacevole e le varie scene di intermezzo si fondono alla perfezione con il gameplay, rendendo l’esperienza complessiva ben ritmata. Tra l’altro, tra un capitolo e l’altro, la narrazione viene raccontata attraverso le illustrazioni di un libro, altra chicca che abbiamo molto apprezzato.

Il titolo ha una durata totale di circa 12 ore, tempistica che riteniamo idonea e che permette di godere dell’avventura senza che si avverta un senso di noia o di ripetitività, garantendo una progressione immersiva e piacevole.

Ovviamente, come gran parte degli action adventure, anche South of Midnight prevede la selezione della difficoltà. Avremo possibilità di scegliere quattro difficoltà (Scryer la più facile e Grand Weaver la più difficile) o di sceglierne una personalizzata in base al nostro stile di gioco.

Nel complesso il gioco è ben bilanciato e a difficoltà normale potrete godere di un’esperienza piacevole e con il giusto livello di sfida.

south of midnight gameplay screen

L’arte della Tessitura

South of Midnight è un action adventure in terza persona in cui il gameplay ruota intorno alle capacità di Hazel.

Come anticipato nel paragrafo precedente, la ragazza è una Tessitrice ed ha il potere di modellare e utilizzare l’energia come se fosse una tela magica.

Nello specifico, Hazel può usare le abilità da tessitrice per sconfiggere i nemici in combattimento o per facilitare le sezioni di spostamento e platforming.

Fin dai primi momenti di gioco potremo infatti sbloccare le abilità intrecciatura (capacità di generare oggetti e di stunnare i nemici), gettafilo (per distruggere ostacoli o bloccare gli attacchi nemici) tirafilo (per tirare oggetti o nemici) e burattino (abilità che ci permette di evocare un pupazzo per risolvere alcuni enigmi ambientali o per impossessarsi dei nemici in battaglia).

Oltre a ciò la protagonista può planare, arrampicarsi, correre sui muri o eseguire doppi salti.

Movimenti che rendono fluido e naturale gli spostamenti, trasmettendo un ottimo feedback pad alla mano. Purtroppo, le mappe risultano piuttosto limitate rendendo le fasi platform lineari e con poca libertà di azione.

Anche i puzzle ambientali sono davvero elementari, cadendo spesso nella banalità.

I combattimenti sono stati pensati invece con un sistema ad arena. Raggiunto un determinato punto della mappa, ci troveremo recintati da un muro di rovi che sparirà solo dopo aver ucciso tutti i nemici presenti e aver purifica la zona.

Durante gli scontri, Hazel può usare due uncini come armi da taglio per eseguire attacchi ravvicinati o sfruttare i suoi poteri. Il tutto si basa quindi sulla concatenazione tra mosse a corto raggio e poteri magici richiamabili con i grilletti laterali del pad. Il tutto con la possibilità di usare un sistema di puntamento/targeting che ci faciliterà quando avremo a che fare con più nemici contemporaneamente.

Accedendo ad un apposito albero delle abilità, potremo anche sbloccare nuove mosse e potenziare le abilità disponibili raccogliendo dei “punti pelucchi“.

A dire il vero ci troviamo di fronte ad uno skill tree piuttosto risicato, lontano anni luce da quelli che possiamo vedere in altri giochi del genere.

Per quanto riguarda la difesa, Hazel può puntare sulla schivata, attivabile con “B“. Eseguendo una schivata perfetta, Hazel  può danneggiare i nemici circostanti.

Inutile dire che sfruttare tale meccanica faciliterà il combattimento, a patto di avere un ottimo tempismo. Nel caso in cui dovessimo trovarci in difficoltà l’arena di turno conterrà una cura (spirale della salute) che risanerà la nostra barra della vita.

Ovviamente, nel corso dell’avventura avremo a che fare con nemici di vario genere, ognuno caratterizzato da determinati punti di forza e di debolezza.

Ciò significa che dovremmo avere un approccio differente a seconda della creatura che ci troveremo di fronte.

Purtroppo, la varietà degli avversari non è così diversificata e alla lunga, l’approccio al combattimento inizierà a diventare un po’ ripetitivo.

L’ultima considerazione sul gameplay riguarda le boss fight, in cui ci troveremo a combattere contro varie creature. Si tratta di scontri “gimmick” in cui ci verrà chiesto di effettuare specifiche azioni per sconfiggere il boss di turno.

Un sistema che si adatta allo stile complessivo del gioco ma che sarebbe potuto essere più approfondito.

south of midnight gameplay

Il vero Sud America

Per la creazione del mondo di gioco, Compulsion Games si è lasciata ispirare dalle magnifiche ambientazioni dell’America del Sud. Il risultato è davvero sorprendente e muoversi per le varie aree di gioco è davvero una gioia per gli occhi.

Ci troveremo a visitare laghune, paludi, estese pianure o vette montuose, ecosistemi che rispecchiano in toto il Sud America pur aggiungendo elementi fantasy, frutto dell’ispirazione artistica del team.

Purtroppo, le mappe rimangono abbastanza lineari e circoscritte, eccezion fatta per qualche segreto o collezionabile scovabile di tanto in tanto.

Anche l’interattività è piuttosto limitata: basti pensare che Hazel non può minimamente interagire con i corsi di acqua che sono completamente inaccessibili.

Uno stratagemma di design che ha permesso agli sviluppatori di limitare l’ampiezza delle aree di gioco in modo “naturale” ma di cui si abusa un po’ troppo, rovinando parte del level design.

La particolarità che però rende South of Midnight davvero unico è la presenza di una rappresentazione che ricorda lo stop motion, tecnica di animazione che prevede il montaggio di oggetti inanimati in più sequenze di foto dando la sensazione di movimento.

Il lavoro svolto è davvero ispirato e riguarda sia le cut-scenes che il gameplay giocato.

Ciò nonostante gli sviluppatori hanno inserito l’opzione di poter rimuovere lo stop motion, rendendo il gameplay sicuramente più fluido.

Alcuni giocatori potrebbero trovare infatti qualche difficoltà nel controllare Hazel in quanto, per forza di cose, i movimenti risultano meno precisi. In altri termini, è come se il titolo avesse meno frame tra uno spostamento e l’altro, richiedendo una maggior interpretazione da parte del giocatore.

Altra chicca riguarda sicuramente il comparto sonoro. Le musiche di South of Midnight sono state create da Oliver Deliviere e sono ispirate alla musica tradizionale del folklore africano e sudamericano con sfumature blues.

La particolarità dell’intera produzione musicale riguarda il modo in cui le musiche si fondono con il gameplay.

Durante i momenti più concitati, il ritmo diviene infatti più veloce, fondendosi perfettamente con le movenze di Hazel. In alcuni frangenti, narrazione e musica si fondono tra loro attraverso canti che spiegano alcuni dettagli sui personaggi del gioco.

L’audio, disponibile solo in inglese e francese ma sottotitolato in italiano, svolge onestamente il suo lavoro, immergendo il giocatore all’interno del mondo creato da Compulsion Games. Ciò nonostante, abbiamo notato qualche svista sulla traduzione, con errori grammaticali o frasi non tradotte.

Dal punto di vista tecnico, il gioco non delude le aspettative guadagnandosi tranquillamente la sufficienza. Durante la nostra prova non abbiamo incontrato grossi bug/glitch che abbiano rovinato l’esperienza di gioco.

Sono presenti sporadici problemi tecnici che però gli sviluppatori aggiusteranno con la patch di lancio e che non possiamo quindi considerare in fase di review.

Prima di concludere dobbiamo fare un cenno alle tante possibilità di personalizzazione che Compulsioni Games ha inserito.

Tra le opzioni, il giocatore può infatti gestire i controlli (mappatura, sensibilità etc), interfaccia (dimensione testo, Hud etc), gameplay (combattimento, follow della telecamera, salto sequenze di gioco, stop motion etc), audio (mixer del volume, gamma dinamica), grafica (filtro daltonici, motion Blue etc).

Ringraziamo Xbox Italia per il codice review fornitoci.

7
Riassunto
Riassunto

South of Midnight è un action adventure in terza persona piuttosto contenuto ma con tutte le carte in regola per dire la sua tra i titoli del genere. La struttura costruita da Compulsion Games infatti risulta valida e piacevole da giocare. Molta importanza è stata data a trama e ambientazione, ispirate al folklore sudamericano. Per riuscire in questo intento, il team canadese ha deciso di creare mappe piuttosto lineari e circoscritte, impostando un gameplay funzionale ma non troppo complesso. Insomma l'idea è che Compulsion Games abbia deciso di rimanere nella sua confort zone senza osare troppo. Una scelta che, sinceramente, abbiamo apprezzato considerando che non sempre un gioco ampio e strutturato è sinonimo di successo. Meglio poco ma fatto bene.

Pro
Ambientazione ispirata... Il Folklore del Sud America è ben rappresentato Accompagnamento musicale degno di nota
Contro
Il gameplay poteva avere maggior profondità ...ma le mappe sono troppo lineari e circoscritte
  • Giudizio complessivo7
Scritto da
Marco "Bounty" Di Prospero

Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Mario Kart World a 90 euro? Secondo un analista, sarà la nuova ‘normalità’

Sebbene i fan siano rimasti sorpresi dalle recenti informazioni riguardanti Switch 2,...

Volete conoscere a fondo Switch 2? Nintendo mette a disposizione un’app dedicata…a pagamento

La giornata di ieri è stata fondamentalmente dedicata a Nintendo Switch 2,...

Nintendo Switch 2: l’autonomia della batteria sarebbe più bassa del modello attuale

Le specifiche ufficiali di Nintendo Switch 2 rivelano dettagli anche sull’autonomia della...

7.5

Croc: Legend of the Gobbos Remastered | Recensione

Negli ultimi anni sono stati diversi gli sviluppatori che, desiderosi di riportare...

Chi siamo - Contatti - Collabora - Privacy - Uagna.it © 2011-2025 P.I. 02405950425